Istituto Tecnico Commerciale per Geometri e per il Turismo



Descargar 1,84 Mb.
Página2/4
Fecha de conversión08.06.2017
Tamaño1,84 Mb.
1   2   3   4
Tuttavia questo fatto non aveva alcuna importanza perché era sufficiente che tutti gli scribi si accordassero intorno al modo in cui tracciare tutti i disegni necessari, i quali vennero poi raccolti in lunghe liste che potevano essere consultate in caso di incertezza.
    • SCRITTURA ALFABETICA
    • La formulazione della scrittura alfabetica si deve ai fenici, e successivamente adottato dai greci. Mentre la scrittura fenicia era ancora di tipo sillabico, i greci ne perfezionarono l'uso (800 ca. a.C.) distinguendo le consonanti dalle vocali.
    • Verso il X - IX secolo a.C. i greci adottarono la variante fenicia dell'alfabeto semitico, portando a 24 (o più in alcuni dialetti) i 22 segni consonantici e dando ad alcuni di essi valore vocalico e non più consonantico. Dopo il V secolo a.C., il greco venne regolarmente scritto da sinistra a destra. L'alfabeto greco si diffuse nel Mediterraneo e originò altri alfabeti, fra cui l'etrusco, l'osco, l'umbro e il latino. L'espansione dell'impero romano e la diffusione della lingua latina fecero sì che l'alfabeto latino venisse utilizzato per tutte le lingue dell'Europa occidentale.
    • Il latino usato, può essere suddiviso in quattro periodi, che rispondono – molto approssimativamente – alle età della letteratura latina: arcaico, classico, tardo e medievale, cui si può aggiungere una fase moderna.
    • Alle origini il latino aveva un accento intensivo sulla sillaba iniziale, che provocò i fenomeni fonetici della sincope, e dell'indebolimento delle vocali brevi interne. Del sistema vocalico indoeuropeo il latino arcaico conservò le vocali a, e, i, o, u lunghe e brevi, i dittonghi ai, ei, oi, eu, ou, au e la -d in fine di parola.
    • Il latino classico ridusse i dittonghi ad ae, oe, au; e sostituì la desinenza -as con -ae, e -oi con -o. L'accento nelle parole poteva risiedere solo sulla penultima e sulla terzultima sillaba. L'ordine delle parole nella frase era generalmente piuttosto libero, ma si tendeva a lasciare il verbo in fondo.
    • Nel latino tardo, si perse gradatamente la distinzione fra vocali lunghe e brevi; i dittonghi vennero generalmente ridotti a una vocale sola; caddero -m e -n finali di parola. Il sistema dei casi si indebolì fino a ridurli a due, e ad ampliare l'uso delle preposizioni.
    • Più esposta ai mutamenti fu la lingua parlata dal popolo (sermo plebeius) da cui si svilupparono le lingue romanze, caratterizzata da una maggior libertà nella sintassi, da un ordine delle parole più semplice e dalla ricerca di parole espressive. Ad esempio, equus (cavallo) fu sostituito da caballus (cavallo da soma), l'italiano testa non derivano dal latino classico caput, ma da un vocabolo volgare (testa), che letteralmente significava "vaso di coccio". Di questa lingua parlata non esistono testimonianze.
    • Alfabeto è un sistema di segni grafici, rappresentanti ciascuno uno o più suoni, che possono essere variamente combinati per formare tutte le parole di una lingua. Un alfabeto tende idealmente a indicare ogni singolo suono con un simbolo diverso, anche se difficilmente questo è possibile.
    • Gli alfabeti sono distinti dai sillabari, cioè gli insiemi di quei segni grafici propri dei sistemi di scrittura sillabici, e dai sistemi pittografici e ideografici.
    • Un sillabario rappresenta con un unico simbolo ogni sillaba, composta da uno a quattro suoni sentiti come unitari.
    • Un sistema pittografico rappresenta gli oggetti attraverso disegni, al posto delle parole corrispondenti. Un sistema ideografico combina vari pittogrammi per esprimere concetti astratti.
    • Sistema di scrittura in alfabeto o sillabario avviene quando un pittogramma o un ideogramma giunge a rappresentare non più un oggetto o un'idea, ma un suono, generalmente quello iniziale della parola indicata in origine. Perciò nelle antiche lingue semitiche un pittogramma che rappresentava una casa (beth) finì col rappresentare il suono "b" e dopo una serie di passaggi diventò la B dell'alfabeto latino.
    • L'alfabeto aveva solo 22 consonanti e il lettore o il parlante doveva aggiungere alle parole le vocali.
    • Oggi usiamo 21 lettere di cui 5 sono le vocale e le altre consonanti. Molto spesso all’alfabeto si aggiungono delle lettere inglesi: J, K, X, Y, W. Perché ormai vengono usate come le altre lettere.
    • Anche se gli alfabeti tendono a far corrispondere un simbolo a ogni suono, questo non sempre accade: ad esempio la c italiana indica sia il suono duro di "casa", sia il suono dolce di "città", e la e indica tanto il suono aperto di "ècco", quanto il suono chiuso di "ésso". In molte lingue ci sono grandi divergenze tra la forma scritta e quella parlata, perché si mantengono grafie che riflettono antiche forme di pronuncia.
    • Dal fonema alla parola, dalla parola al concetto che traduce il nostro pensiero. Dal concetto alla poesia.
    • LA POESIA
    • POESIA: SEGNI E SIMBOLI
    • Noi viviamo nel mondo che è una fitta rete di segni e simboli che studiamo e contribuiamo a produrre e che dobbiamo decodificare per comprendere e per stabilire i rapporti di relazione. Il poeta, uomo di mondo, ha una marcia in più, ha in un certo senso l’occhi bionico e riesce a leggere, decodificare e a tradurre i segni e simboli per poi restituirceli tramite le parole della poesia che, pur essendo prese nella quotidianità, assemblate diventano parole speciali.
    • Noi vediamo tutto ma non allo stesso modo. Spesso vediamo, ma non ci soffermiamo su ciò che vediamo ad analizzare o tradurre quello che non sempre appare leggibile. Il poeta è un grande osservatore di tutto: funivie, spiagge, trincee...e comunque il suo punto di osservazione è il più alto e vede ciò che gli altri non vedono. Riesce anche a calarsi nell’anima più profonda dell’uomo, riesce a riportare alla luce quel tanto dell’inesauribile segreto nell’abisso della mente umana. (Ungaretti “Il porto sepolto”)
    • Il poeta ha molte strategie per arrivare alla poesia ed usa mezzi tecnici i più disparati per il suo racconto poetico. Le figure retoriche sono, fra tutte le altre, quelle che servono a creare immagini particolari e suggestioni linguistiche - concettuali inimmaginabili.
    • LE FIGURE RETORICHE
    • Noi siamo circondati da Segni e Simboli ma non sempre abbiamo una chiave di lettura giusta però è importante saperli leggere perché acquistiamo una protezione in più. Sono tanti ed è difficile districarsi tra loro, è un labirinto nel quale è difficile orientarsi e uscire. Quelli che riusciamo a decifrare vanno nel nostro bagaglio culturale che costituisce la nostra formazione perché più vocaboli impariamo più arricchiamo il nostro vocabolario.
    • Dalla natura e dal mondo che ci circonda traiamo vantaggi per scrivere. Ognuno di noi è un potenziale scrittore che si avvale di Segni e Simboli.
    • L’esperienza l’abbiamo fatta col testo narrativo. Ora proviamo col narrativo - poetico che è diverso dalla prosa. Utilizziamo il verso, la strofa, la rima ma queste non bastano: serve che lo scrittore esprima in modo soggettivo e personale ciò che tutti vedono ma non vedono e deve anche coinvolgere il lettore. Il poeta si avvale di figure retoriche che servono per creare un’immagine più particolare: la similitudine, l’anafora, il climax, la litote, l’anticlimax, l’enjambement, la metafora, l’iperbole, l’ossimoro.
    • ANAFORA, ripetizione
    • il mare azzurro,
    • il mare tranquillo,
    • il mare limpido,
    • il mare che porta tranquillità.
    • IPERBOLE, esagerazione
    • ho sceso un milione di scale,
    • ti ho dato un oceano di baci
    • CLIMAX, significato crescente
    • sei limpida, chiara,pura
    • quel tessuto era morbido, soffice, vellutato
    • ANTICLIMAX, significato decrescente (contrario del climax)
    • sei pura, chiara, limpida
    • sono passati camion, macchine, moto
    • METAFORA, paragone sintetizzato
    • i tuoi occhi sono stelle,
    • i tuoi capelli sono grano
    • LE ANALOGIE
    • L’albero per l’analogia è:
    • l’allungamento dei miei sensi
    • prolungamento delle foglie dell’anima,
    • la corteccia dei sensi,
    • l’ostello degli animali,
    • corde tese verso il sole o verso la luna,
    • tavolozza di colori,
    • voglia di vivere,
    • proiezione dei miei sogni o incubi,
    • la scala del paradiso,
    • habitat dove sciogliere i miei pensieri,
    • Nicchie dell’anima,
    • Rami che intrecciano le loro dita d’amore.
    • LE ANALOGIE SULLA LUNA
    • bagliore della notte,
    • mare in mezzo alle stelle,
    • padrona del cielo,
    • stella madre,
    • riflesso del mare,
    • sogno lontano,
    • via di salvezza,
    • viso amico,
    • simbolo d’ispirazione,
    • lanterna della notte,
    • sguardo nel futuro,
    • madre delle stelle,
    • rifugio del pensiero,
    • il pianeta della notte,
    • il sale della notte,
    • la madre dei vulcani,
    • la guida delle nuvole,
    • l’occhio della notte,
    • abat-jour senza fili nell’universo di stelle,
    • bersaglio lucente nell’oscurità,
    • sole notturno,
    • energia satellitare,
    • habitat degli innamorati,
    • mare di dolcezza,
    • spiraglio tra le tenebre,
    • imperatrice di tutti i sogni,
    • specchio di vita,
    • regno di libertà e pace,
    • regina della notte,
    • riparo delle stelle,
    • lago nel cielo,
    • sogno degli uomini,
    • conforto della terra,
    • riflesso dell’anima,
    • foro nell’oscurità,
    • habitat di luce.
    • nucleo delle riflessioni,
    • culla di sogni,
    • l’amore del cielo,
    • l’angelo del cuore,
    • l’immagine di te,
    • lo specchio della passione,
    • traguardo dell’anima,
    • ladra di pensieri,
    • consolazione di vita,
    • fortezza di sentimenti,
    • madre dei lupi,
    • specchio della terra,
    • esperimento dell’uomo,
    • compagna per sempre,
    • spicchio di luce,
    • bagliore delle vie,
    • habitat del cielo,
    • traguardo dell’anima,
    • lampione del cielo,
    • luce della notte,
    • osservatrice del mondo,
    • padrona delle costellazioni,
    • protettrice del silenzio,
    • regno dei desideri, regno dei sogni,
    • sorella dorata,
    • madre degli amori,
    • consolatrice di sofferenti,
    • sfera raggiungibile simbolo di purità,
    • guida del cammino,
    • serenità, giovinezza,
    • madre in mezzo alle stelle,
    • orgoglio del cielo,
    • luce del mondo,
    • padrona della notte stellata,
    • rifugio dei peccatori,
    • compagna di giochi,
    • In classe abbiamo
    • cercato di dare
    • una possibile
    • definizione di
    • Poesia e noi
    • ci siamo
    • espressi così
    • COS’È LA POESIA?
    • SARA: la poesia è un modo per conoscersi e riconoscersi, la poesia vive in ognuno di noi, basta trovarla;
    • ANDREA: la poesia è un modo per esprimere gli stati d’animo, le opinioni; la poesia attraversa l’anima e fa sognare;
    • EMANUELE: la poesia è un modo per sfogare ciò che si ha dentro e liberare la mente dal mondo circostante ed entrare in un mondo che noi inventiamo col nostro pensiero a seconda dei nostri stati d’animo;
    • DAVID: la poesia è una canzone, è amore, è una lacrima, è l’aria di primavera, è l’ozio delle vacanze estive, è il sabato, è il fuoco, è l’acqua, è stare con gli amici fidati, è un ricordo, è pioggia, è tramonto, è il mondo animale, è la natura,…;
    • PAOLO: la poesia è la capacità che il poeta ha di impressionare la nostra mente e la nostra fantasia con il suo modo di scrivere e di trasmettere sentimenti;
    • VERONICA: la poesia è un pensiero d’immagine o un avvenimento realmente accaduto che viene narrato, scritto secondo una logica ben precisa che decide il suo autore;
    • VALENTINA: la poesia è l’arte di trasmettere le emozioni che l’autore cattura nella natura, in una persona o in un evento;
    • ESTELA: la poesia è la canzone dell’anima, il verso di un uccello, la ninna nanna cantata dalla dolce voce di una mamma, il pianto di un neonato, la telefonata che aspettavi, il primo bacio, lo sguardo di chi ami, l’allegria, una bella ragazza, un soldato stanco,…;
    • CRISTINA F: la poesia rappresenta un modo artisticamente più complesso di esprimere stati d’animo e panorami naturali come le montagne e il mare, attraverso i vari modi di comporre una poesia;
    • CATIA T: la poesia è l’arte e la tecnica di comporre versi più generalmente di esprimere con forme ritmiche i sentimenti o la realtà secondo la propria visione del mondo;
    • EMANUELA: la poesia è metafora e similitudine che danno immagini e significati. È suoni onomatopeici che rendono vivi i rumori che sentiamo, è le rime che fanno diventare ritmici e vivaci i versi;
    • ILARIA M: la poesia è un linguaggio dolce e ricco di immagini e sentimenti, un modo di esprimere le proprie sensazioni, le proprie emozioni, i propri stati d’animo, un rifugio dove nascondersi quando si è soli, una sensazione di libertà.
    • Molteplici sono i codici per comunicare e non soltanto di tipo linguistico. Codici di comportamento, di tipo olfattivo, uditivo, sensoriale, visivo anche se il codice linguistico è il più raffinato, il più profondo, il più esplicativo.
    • L’apprendimento delle lingue straniere è molto importante perché sono gli strumenti di comunicazione internazionale nel nostro villaggio globale. Anche in queste discipline abbiamo approfondito alcuni argomenti del mondo dei segni e simboli.
    • Con l’insegnante di francese, professoressa M. Grazia Cisbani, partendo da De Saussure, padre della linguistica moderna, abbiamo affrontato i nuovi codici della comunicazione che sono fatti soprattutto di abbreviazioni.
    • Ferdinand De Saussure, le « père fondateur de la linguistique moderne »
    • L'objet de la linguistique, estime Saussure, c'est la langue, définie par opposition à la parole. La langue est «à la fois un produit social de la faculté de langage et un ensemble de conventions nécessaires». Elle est donc une institution sociale, un code partagé, un système de signe commun à l'ensemble des membres d'une communauté (sémiologie).La parole, elle, est l'utilisation de ce système par les sujets parlants, la réalisation individuelle du code. Elle peut présenter des variations selon les individus et les circonstances.
    • Pour explorer cet objet privilégié de la linguistique que doit être la langue, Saussure envisage deux démarches possibles. Soit on étudie la langue comme un système en évolution, et on observe les changements linguistiques qui s'opèrent à travers le temps : c'est une linguistique évolutive, ou diachronique. Soit on s'intéresse à la langue en tant que système stable, telle qu'elle fonctionne à un moment donné de l'histoire : c'est une linguistique statique, ou synchronique.
    • Saussure élabore également une théorie du signe linguistique. Celui-ci, explique Saussure, est la combinaison de deux éléments : un signifié (par exemple le concept abstrait d'«arbre»), et un signifiant (l'«image acoustique», comme dit Saussure, [arbre]). Comme la pièce de monnaie ou la feuille de papier, le signe linguistique comprend donc deux faces indissociables : une face conceptuelle qui correspond au contenu sémantique du signe, à son sens, et une face que l'on qualifie généralement de «matérielle».
    • Une première particularité du signe linguistique est d'être arbitraire, ou encore immotivé, c'est-à-dire qu'il n'existe aucun rapport interne entre le signifié et le signifiant, entre le concept et le mot qui le représente. Cette caractéristique apparaît bien dans le fait qu’il existe de différents mots (bœuf,ochs,buey) pour désigner des concepts très proches. Même les onomatopées, qui prétendent imiter le réel, sont en partie arbitraires : on sait que si le coq français fait «cocorico», les coqs anglais et espagnols font respectivement «cock-a-doodle-doo» et «quiquiriquí».
    • C’est sur l’aspect diachronique de la langue qu’on a voulu fixer l’attention pour notre projet parce que la langue évolue et les nouveaux signes sont la manifestation la plus évidente d’un changement de communication de cette époque.
    • Vivant dans l’ère du portable et de l’ordinateur, les jeunes d’aujourd’hui s’expriment d’une façon différente ; ils utilisent le sms et l’e-mail, les messages donc devant être courts, ils sont obligés d’utiliser de nouvelles formes de communication plus immédiates, surtout dans la langue écrite (prof.ssa Maria Grazia Cisbani)
    • Par son caractère arbitrare, le signe linguistique est très différent d’autres types de signes, comme le symbole, qui repose au contraire sur un rapport d’analogie entre signifié et signifiant
    • La langue française découverte en chattant
    • Tu ns vien de kel region
    • Tu viens de quelle région ?
    • G été kune fois
    • Je n’y ai été aucune fois
    • Asv
    • Age-sexe-ville
    • Mdr
    • Mort de rire
    • Pv
    • Privé
    • Svp
    • S’il vous plaît
    • Slt
    • Salut
    • Jvé
    • Je vais
    • Lut
    • Salut
    • Ta kel age ? bzou
    • Tu as quel âge ? bisous
    • G pas envie
    • Je n’ai pas envie
    • C moi
    • C’est moi
    • Je sais pas pk
    • Je ne sais pas pourquoi
    • C’est koi
    • C’est quoi ?
    • Y a pas 1 mec ki ve
    • Ce n’est pas un garçon que je veux
    • Slt toi cva b1
    • Salut, toi, ça va bien ?
    • Dsl
    • Désolé
    • Stp
    • S’il te plaît
    • Ya de mec de 12 ici ?
    • Il y a des garçons du 12 département ici ?
    • C koi ton asv ?
    • C’est quoi ton asv ?
    • Ki pé maider ?
    • Qui peut m’aider ?
    • Klkun ki as msn ?
    • Il y a quelqu’un qui a messenger?
    • Chuis la plus zeureuze du monde
    • Je suis la plus heureuse du monde
    • Tas les yx comm ?
    • Comment tu as les yeux ?
    • Ki ve un pv ac moi
    • Qui veut parler en privé avec moi ?
    • T komen
    • Tu es comment phisiquement ?
    • C a dire
    • C’est-à-dire
    • Aton avi
    • A ton avis
    • Tu ch koi là ?
    • Tu cherches quoi dans le chat ?
    • Bjr
    • Bonjour
    • J vé bb parlé
    • Je veux bien parler
    • Tè cont de parlé
    • Tu es contente de parler ?
    • Joré 17 le 1er mai
    • J’aurai 17 ans le 1er mai
    • C t peren ki ton mi la ba
    • Ce sont tes parents qui te permettent d’être là ?
    • Émoticônes
    • On utilise les émoticônes lors des discussions avec les amis afin de leur montrer comment on se sent. Les émoticônes sont de petites images exprimant des émotions - façon imagée d'exprimer vos sentiments lorsque les mots seuls ne suffisent pas.
    • Pour envoyer ceci:
    • Tapez ceci:
    • Pour envoyer ceci:
    • Tapez ceci:
    • Sourire
    • Surpris
    • Clin d'œil
    • Confus
    • En pleurs
    • Star
    • Angélique
    • Motus et bouche cousue
    • Premier de la classe
    • :-) ou :)
    • :-O ou :o
    • ;-) ou ;)
    • :-S ou :s
    • :'(
    • (H) ou (h)
    • (A) ou (a)
    • :-#
    • 8-|
    • Confiant un secret
    • "Je ne sais pas"
    • C'est la fête !
    • Endormi
    • Pouce levé
    • Chope de bière
    • Fille
    • Accolade gauche
    • Chauve-souris
    • Cœur
    • Bisou
    • :-*
    • :^)
    • <:o)
    • |-)
    • (Y) ou (y)
    • (B) ou (b)
    • (X) ou (x)
    • ({)
    • :-[ ou :[
    • (L) ou (l)
    • (K) ou (k)


    Compartir con tus amigos:
    1   2   3   4


    La base de datos está protegida por derechos de autor ©absta.info 2019
    enviar mensaje

        Página principal